Non pubblicare foto o selfie con i tuoi biglietti sui social: potrebbero costarti molto più di un “like”
Condividere un selfie in aeroporto, la foto del biglietto per un concerto o della carta d’imbarco è diventata un’abitudine per milioni di persone. Ogni viaggio, evento o vacanza finisce sui social nel giro di pochi secondi.
Quello che molti ignorano è che, insieme alla foto, potrebbero pubblicare anche informazioni preziose per un cybercriminale.
Codici a barre, QR code, codici di prenotazione e dati personali presenti sui biglietti possono infatti essere sfruttati per accedere alle prenotazioni, modificarle, annullarle o recuperare ulteriori informazioni sulla vittima.
Un semplice post può quindi trasformarsi in una vera e propria occasione per chi cerca dati da utilizzare in truffe o furti d’identità.
Perché una carta d’imbarco è un rischio?
Una carta d’imbarco non contiene soltanto il nome del passeggero e il volo.
Molti biglietti riportano informazioni che, combinate tra loro, possono consentire di accedere alla prenotazione direttamente dal sito della compagnia aerea. In alcuni casi è sufficiente conoscere il codice di prenotazione (PNR) e il cognome del passeggero per visualizzare o modificare i dati del viaggio.
Anche i biglietti di concerti, eventi sportivi, spettacoli e crociere rappresentano un bersaglio interessante. I codici a barre e i QR code possono essere copiati, duplicati o utilizzati per tentare di rivendere il biglietto oppure modificarne la prenotazione.
Pubblicare queste immagini senza oscurare le informazioni sensibili significa quindi esporsi inutilmente a rischi che potrebbero essere evitati con una semplice precauzione.
Quando è già successo
Non si tratta di un rischio teorico. Negli anni sono stati documentati diversi casi in cui una semplice foto pubblicata online ha avuto conseguenze molto concrete.
TikTok: prenotazione aerea cancellata (2025)
Nel 2025 una viaggiatrice ha pubblicato su TikTok un video in cui mostrava involontariamente la propria carta d’imbarco.
Un hacker ha utilizzato il codice di prenotazione e il cognome visibili nel video per accedere alla prenotazione e cancellarle il volo, costringendola a ricomprare il biglietto.
Ex primo ministro australiano: recuperati dati personali (2020)
Nel 2020 l’ex primo ministro australiano Anthony Albanese ha condiviso su Instagram una foto della propria carta d’imbarco.
Un esperto di sicurezza informatica, senza alcuna intenzione malevola, è riuscito a recuperare informazioni personali, tra cui il numero di telefono e alcuni dati del passaporto, dimostrando quanto possano essere esposte queste informazioni.
Una scommessa da 825 dollari svanita (2015)
Nel 2015 una ragazza australiana ha pubblicato su Facebook la foto del biglietto vincente di una scommessa ippica.
Il codice a barre era perfettamente leggibile e qualcuno è riuscito a riscattare la vincita prima di lei, facendole perdere 825 dollari.
Crociera da 15.000 dollari annullata
Una famiglia del Kentucky ha condiviso sui social una foto dei biglietti della propria crociera, del valore di circa 15.000 dollari.
Un malintenzionato ha utilizzato le informazioni presenti sul biglietto per modificare la prenotazione, cancellarla e ottenere il rimborso, causando un notevole danno economico ai proprietari.
Come proteggersi
Fortunatamente bastano poche semplici regole per ridurre drasticamente il rischio:
Sono accorgimenti semplici, ma possono evitare problemi ben più seri.
La sicurezza parte anche dai piccoli gesti
La cybersecurity non riguarda soltanto aziende, server o sofisticati attacchi informatici. Molti incidenti nascono da comportamenti quotidiani apparentemente innocui, come condividere una fotografia senza prestare attenzione ai dati che contiene.
Per questo motivo la formazione e la consapevolezza rappresentano uno degli strumenti più efficaci per prevenire le minacce informatiche.
Aiutiamo aziende e professionisti a riconoscere i rischi, adottare comportamenti sicuri e proteggere dati e informazioni sensibili attraverso servizi di cybersecurity e percorsi di formazione dedicati.
Se vuoi ridurre concretamente il rischio di errori umani e rafforzare la sicurezza della tua organizzazione, scopri i nostri corsi di formazione per il personale sulla cybersecurity: formare le persone è il primo passo per proteggere davvero i dati aziendali.

