Conosci i maggiori fattori di rischio per la sicurezza dei tuoi dati?
Secondo il CLUSIT (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – è la principale associazione italiana nel settore della cybersecurity fondata nell’Università degli Studi di Milano nel 2000 – NDR) nel suo rapporto sulla cybersicurezza annuale messo a confronto i dati del 2024/2025 esaminando i principali fattori di rischio per i dati.
In particolar e, il report riguarda l’ubicazione dei dati: on premise e cloud.
Faccio un passo indietro e mi spiego meglio.
I dati in azienda possono essere fisicamente in azienda o fuori da quest’ultima.
Le definizioni da manuale sono:
On-premise: una infrastruttura on-premise è un modello IT in cui l’azienda possiede e gestisce fisicamente i propri server, hardware e software all’interno dei propri locali. I dati in questo caso sono contenuti su questa infrastruttura aziendale di proprietà.
In cloud: una infrastruttura cloud è l’insieme dei componenti fisici (hardware) e virtuali (software) necessari per far funzionare il cloud computing. Sostituisce i server fisici locali permettendo di accedere a risorse IT (potenza di calcolo, memoria e rete) on-demand tramite Internet, pagando solo per l’effettivo utilizzo.
In partica è la stessa cosa. On premise è di proprietà (nel senso che i dati sono in azienda fisicamente anche se presente leasing o noleggio), in cloud l’infrastruttura è “in affitto”. Hardware e software sono ubicati altrove e resi accessibili tramite una connessione internet. I dati in questo caso non sono tra le mura aziendali ma fuori dalla stessa.
Bene, ora che ti ho dato le definizioni possiamo partire con l’analisi del report CLUSIT.
Il report ha messo a confronto i dati del 2024/2025 esaminando i principali fattori di rischio.
Con la crescente diffusione di ambienti ibridi, in cui infrastrutture on-premise e servizi cloud convivono, le aziende devono affrontare minacce sempre più complesse e diversificate.
Per questo motivo, identificare i rischi prioritari è diventato fondamentale per costruire un’architettura di sicurezza solida ed efficace.
Dal report è emerso che al primo posto nella classifica dei rischi per la sicurezza dei dati nelle infrastrutture on-premiseil rischio più significativo è legato alle minacce interne.
Quando parliamo di minacce interne però, non sempre intendiamo azioni malevoli da parte di hacker.
Analizziamo i 4 fattori che mettono a rischio la sicurezza dei dati on premise.
Minaccia numero 1: I nostri dipendenti

I dipendenti sono uno degli elementi più importanti nella gestione della sicurezza informatica aziendale.
Anche se l’azienda dovesse essere dotata di tecnologie avanzate o sistemi di protezione efficaci, la maggior parte dei rischi può nascere da comportamenti interni non corretti, spesso causati da disattenzione, scarsa formazione sulla cybersicurezza o utilizzo improprio degli strumenti digitali.
Molte minacce interne non derivano da cattive intenzioni, ma da errori quotidiani che possono compromettere i dati e le infrastrutture aziendali.
Anche un account protetto da credenziali deboli, l’apertura di una mail sospetta o la condivisione di informazioni sensibili possono creare situazioni dove l’azienda è particolarmente vulnerabile.
Tra i fattori di rischio principali legati al fattore dipendenti troviamo:
Una soluzione potrebbe essere quella di coinvolgere i dipendenti nelle strategie di cybersecurity aziendale. E’ fondamentale, perché la sicurezza non dipende solo dalla tecnologia ma anche dalle persone che la utilizzano quotidianamente.
Una maggiore consapevolezza permette di ridurre i rischi e prevenire gli errori.
Proprio per questo motivo le aziende stanno investendo sempre di più nella formazione del personale.
Un altro modo per mitigare il rischio e investire in sistemi di Identity & Access Management (IAM).
Si tratta di strumenti che permettono di gestire in modo più sicuro identità digitali e autorizzazioni di accesso.
L’adozione di queste soluzioni offre diversi vantaggi:
La gestione degli accessi è diventata quindi un elemento centrale delle strategie di cybersecurity moderne, soprattutto in un contesto in cui il lavoro remoto e la condivisione delle risorse digitali sono ormai parte integrante delle attività aziendali.
Minaccia numero 2: Attori esterni come gli hacker

Gli attacchi provenienti dall’esterno rappresentano oggi una delle principali minacce per la sicurezza informatica delle aziende, soprattutto negli ambienti cloud e nelle infrastrutture connesse a internet.
Cybercriminali, gruppi organizzati e hacker sfruttano vulnerabilità tecniche, errori umani e sistemi non aggiornati per accedere illegalmente a dati, reti e risorse aziendali.
Negli ultimi anni, la crescita della digitalizzazione e del lavoro remoto ha ampliato la superficie di esposizione delle aziende, aumentando le opportunità di attacco per gli attori esterni. Le minacce sono diventate sempre più sofisticate e possono causare danni economici, interruzioni operative e perdita di informazioni sensibili.
Tra le tipologie di rischio più diffuse troviamo:
Gli hacker sfruttano spesso tecniche avanzate per colpire le organizzazioni, ma molte violazioni avvengono anche a causa di vulnerabilità interne, come password deboli, sistemi non aggiornati o controlli di sicurezza insufficienti. Per questo motivo, la protezione dalle minacce esterne richiede un approccio integrato che combini tecnologia, monitoraggio continuo e formazione del personale.
Minaccia numero 3: Il nostro Staff IT, interno o esterno

Lo staff IT ha un ruolo centrale nella protezione delle infrastrutture aziendali e nella gestione della sicurezza informatica.
È responsabile del monitoraggio dei sistemi, della gestione degli accessi, dell’aggiornamento delle tecnologie e della prevenzione delle minacce.
Con l’aumento degli ambienti digitali complessi, il lavoro dello staff IT è diventato sempre più strategico.
La diffusione del cloud, del lavoro ibrido e delle nuove tecnologie richiede controlli continui e una capacità di adattamento continua.
Tra le responsabilità dello staff IT troviamo:
Anche se il loro ruolo fondamentale, i team IT possono rappresentare un punto critico se le risorse disponibili non sono sufficienti.
I carichi di lavoro elevati, la mancanza di personale specializzato o di strumenti non adeguati possono aumentare il rischio di errori, ritardi negli aggiornamenti o vulnerabilità non individuate in tempo.
Proprio per questo motivo, molte aziende stanno investendo non solo in nuove tecnologie, ma anche nella formazione continua dello staff IT e nell’automazione di alcune attività di sicurezza.
Strumenti avanzati di monitoraggio e gestione degli accessi permettono infatti di ridurre il rischio operativo e migliorare la capacità di risposta alle minacce.
In un contesto digitale in continua evoluzione, lo staff IT rappresenta quindi uno dei principali pilastri della cybersecurity aziendale. La loro competenza, rapidità di intervento e capacità di gestione delle infrastrutture sono elementi fondamentali per garantire sicurezza, continuità operativa e protezione dei dati aziendali.
L’evoluzione delle priorità negli ultimi anni evidenzia chiaramente come il panorama tecnologico sia cambiato rapidamente:
Le aziende si trovano quindi davanti a una sfida sempre più complessa: proteggere infrastrutture e informazioni senza rallentare l’innovazione. In questo scenario, la capacità di adottare strategie flessibili, investire in tecnologie di sicurezza avanzate e definire priorità chiare rappresenta un fattore decisivo per affrontare il futuro digitale con maggiore resilienza ed efficienza.
Minaccia numero 4: Contractor e partner con accesso legittimo

Anche i collaboratori, fornitori esterni e partner aziendali possono avere un impatto significativo sulla sicurezza informatica di un’organizzazione.
In molti casi, queste figure necessitano di accedere a sistemi, piattaforme o dati aziendali per svolgere attività operative, assistenza tecnica o collaborazioni strategiche, proprio questo accesso legittimo può però rappresentare un potenziale punto di vulnerabilità.
Il rischio non riguarda esclusivamente comportamenti malevoli, spesso i problemi derivano da controlli insufficienti, credenziali condivise o livelli di accesso concessi senza adeguate limitazioni.
Se un partner esterno non segue gli stessi standard di sicurezza dell’azienda, l’intera infrastruttura può risultare esposta a minacce e violazioni.
Tra i rischi legati a collaboratori e partner troviamo:
Per ridurre questi rischi, le aziende stanno adottando controlli sempre più rigidi nella gestione degli accessi di terze parti.
Le soluzioni di Identity & Access Management (IAM) consentono di limitare i privilegi concessi, monitorare le attività e garantire che ogni utente esterno possa accedere solo alle risorse strettamente necessarie.
Oltre agli strumenti tecnologici, è fondamentale definire policy di sicurezza chiare e procedure condivise con partner e fornitori.
Autenticazione multi-fattore e controlli sugli accessi permettono di aumentare la protezione dei dati e ridurre il rischio di vulnerabilità causate da soggetti esterni.
In un ecosistema digitale sempre più interconnesso, la sicurezza aziendale non dipende soltanto dalle attività interne, ma anche dall’affidabilità e dalla gestione corretta di tutti i soggetti che hanno accesso alle infrastrutture e alle informazioni aziendali.
Analizziamo qui i 4 fattori che mettono a rischio la sicurezza dei dati nel cloud.
Anche quanto riguarda il cloud il report ha messo a confronto i dati del 2024/2025 esaminando i principali fattori di rischio.
Dal report è emerso che al primo posto nella classifica dei rischi per la sicurezza dei dati nelle infrastrutture in cloud il rischio più significativo è legato agli attacchi hacker.
Minaccia numero 1: Attori esterni come gli hacker

Gli attacchi informatici provenienti dall’esterno rappresentano oggi una delle principali minacce per la sicurezza delle aziende, in particolare negli ambienti cloud e nelle infrastrutture esposte su internet.
Cybercriminali, gruppi organizzati e hacker sfruttano vulnerabilità tecniche, configurazioni errate, errori umani e sistemi non aggiornati per ottenere accesso non autorizzato a dati, reti e risorse aziendali ospitate on cloud.
Negli ultimi anni, la crescente digitalizzazione dei processi aziendali e la diffusione del lavoro remoto hanno ampliato notevolmente la superficie di attacco delle organizzazioni. L’utilizzo di servizi cloud, applicazioni accessibili via web e infrastrutture connesse ha aumentato le opportunità di intrusione da parte di attori esterni. Di conseguenza, le minacce informatiche sono diventate sempre più sofisticate e possono provocare danni economici significativi, interruzioni operative e perdita di informazioni sensibili.
Tra le principali tipologie di rischio legate agli ambienti cloud troviamo:
Gli hacker utilizzano tecniche sempre più avanzate per colpire le organizzazioni, ma molte violazioni derivano anche da vulnerabilità interne, come password deboli, sistemi non aggiornati, configurazioni cloud errate o controlli di sicurezza insufficienti. Per questo motivo, la protezione dagli attacchi esterni richiede un approccio integrato che combini tecnologie di sicurezza, monitoraggio continuo degli ambienti cloud e formazione del personale.
Minaccia numero 2: I nostri dipendenti

I dipendenti rappresentano uno degli elementi centrali nella gestione della sicurezza informatica aziendale, soprattutto negli ambienti digitali e cloud moderni.
Anche quando un’azienda dispone di tecnologie avanzate e sistemi di protezione efficaci, molti rischi possono nascere da comportamenti interni non corretti, spesso dovuti a disattenzione, scarsa formazione in ambito cybersecurity o utilizzo improprio degli strumenti digitali.
Nella maggior parte dei casi, le minacce interne non sono legate ad azioni intenzionali, ma a errori quotidiani che possono compromettere dati, applicazioni e infrastrutture aziendali. Anche un account protetto da password deboli, l’apertura di e-mail sospette o la condivisione non controllata di informazioni sensibili possono esporre l’azienda a vulnerabilità significative.
Tra i principali fattori di rischio legati al comportamento dei dipendenti troviamo:
Per ridurre questi rischi, è fondamentale coinvolgere i dipendenti nelle strategie di cybersecurity aziendale. La sicurezza informatica, infatti, non dipende esclusivamente dalla tecnologia, ma anche dalle persone che utilizzano quotidianamente sistemi e piattaforme digitali.
Una maggiore consapevolezza consente di prevenire molti errori e di ridurre significativamente il rischio di incidenti informatici. Per questo motivo, sempre più aziende stanno investendo nella formazione del personale e nella diffusione di buone pratiche di sicurezza.
Un ulteriore strumento per mitigare il rischio è rappresentato dai sistemi di Identity & Access Management (IAM), soluzioni che permettono di gestire in modo sicuro le identità digitali e i livelli di autorizzazione degli utenti.
L’adozione di sistemi IAM offre numerosi vantaggi:
La gestione degli accessi è diventata quindi un elemento fondamentale nelle moderne strategie di cybersecurity, soprattutto in un contesto caratterizzato da lavoro remoto, servizi cloud e condivisione continua delle risorse digitali aziendali.
Minaccia numero 3: Contractor e partner con accesso legittimo

Collaboratori, fornitori esterni e partner aziendali possono avere un impatto rilevante sulla sicurezza informatica di un’organizzazione, soprattutto negli ambienti cloud e nelle infrastrutture digitali condivise.
In molti casi, queste figure necessitano di accedere a sistemi, piattaforme o dati aziendali per svolgere attività operative, supporto tecnico o collaborazioni strategiche. Tuttavia, proprio questo accesso legittimo può trasformarsi in un potenziale punto di vulnerabilità per l’azienda.
Il rischio non è legato esclusivamente a comportamenti intenzionalmente dannosi. Spesso le problematiche derivano da controlli insufficienti, credenziali condivise o autorizzazioni concesse senza adeguate limitazioni. Se partner e fornitori non adottano gli stessi standard di sicurezza dell’organizzazione, l’intera infrastruttura aziendale può risultare esposta a minacce informatiche e violazioni dei dati.
Tra i principali rischi associati a collaboratori e soggetti esterni troviamo:
Per mitigare questi rischi, le aziende stanno adottando controlli sempre più rigorosi nella gestione degli accessi di terze parti. Le soluzioni di Identity & Access Management (IAM) permettono di limitare i privilegi assegnati, monitorare le attività degli utenti e garantire che ogni soggetto esterno possa accedere esclusivamente alle risorse necessarie per il proprio ruolo.
Oltre agli strumenti tecnologici, è fondamentale definire policy di sicurezza chiare e procedure condivise con partner, collaboratori e fornitori. L’utilizzo dell’autenticazione multi-fattore (MFA) e di controlli avanzati sugli accessi contribuisce ad aumentare la protezione delle informazioni aziendali e a ridurre il rischio di vulnerabilità causate da soggetti esterni.
In un ecosistema digitale sempre più interconnesso e basato su servizi cloud, la sicurezza aziendale non dipende soltanto dalle attività interne, ma anche dall’affidabilità e dalla corretta gestione di tutti gli utenti e le organizzazioni che accedono alle infrastrutture e ai dati aziendali.
Minaccia numero 4: Il nostro Staff IT, interno o esterno

Lo staff IT svolge un ruolo fondamentale nella protezione delle infrastrutture aziendali e nella gestione della sicurezza informatica. È responsabile del monitoraggio dei sistemi, della gestione degli accessi, dell’aggiornamento delle tecnologie e della prevenzione delle minacce che possono compromettere dati e servizi aziendali.
Con la crescente diffusione degli ambienti cloud, del lavoro ibrido e delle infrastrutture digitali distribuite, il ruolo dei team IT è diventato sempre più strategico. Le aziende devono oggi gestire ecosistemi tecnologici complessi che richiedono controlli continui, capacità di adattamento e interventi rapidi per garantire sicurezza e continuità operativa.
Tra le principali responsabilità dello staff IT troviamo:
Nonostante il loro ruolo centrale, i team IT possono rappresentare un punto critico se le risorse disponibili non sono adeguate alle esigenze aziendali. Carichi di lavoro elevati, carenza di personale specializzato o strumenti insufficienti possono aumentare il rischio di errori operativi, ritardi negli aggiornamenti o vulnerabilità non individuate tempestivamente.
Per questo motivo, molte aziende stanno investendo non solo in nuove tecnologie, ma anche nella formazione continua dello staff IT e nell’automazione di alcune attività legate alla cybersecurity. Soluzioni avanzate di monitoraggio, gestione degli accessi e analisi delle minacce permettono infatti di ridurre il rischio operativo e migliorare la capacità di risposta agli incidenti informatici.
In un contesto digitale in continua evoluzione, lo staff IT rappresenta quindi uno dei principali pilastri della sicurezza aziendale. La competenza tecnica, la rapidità di intervento e la capacità di gestire infrastrutture cloud e sistemi complessi sono elementi essenziali per garantire protezione dei dati, continuità operativa e resilienza informatica.
L’evoluzione delle priorità negli ultimi anni evidenzia chiaramente quanto il panorama tecnologico sia cambiato rapidamente:
Le aziende si trovano quindi ad affrontare una sfida sempre più complessa: proteggere infrastrutture e dati senza rallentare i processi di innovazione. In questo scenario, la capacità di adottare strategie flessibili, investire in tecnologie di sicurezza avanzate e definire priorità chiare rappresenta un fattore decisivo per affrontare il futuro digitale con maggiore efficienza, sicurezza e resilienza.
In un contesto digitale in continua evoluzione, gli attori esterni rappresentano una minaccia costante e sempre più organizzata. Rafforzare le difese informatiche e adottare strategie preventive efficaci è diventato essenziale per garantire continuità operativa, protezione dei dati e sicurezza dell’intera infrastruttura aziendale.
È per questi motivi che formare i nostri dipendenti è essenziale ed è la prima forma di difesa dell’azienda.
Dei dipendenti consapevoli sono la chiave per la continuità del tuo business.
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